Il suo pezzo più bello è un ventaglio bronzeo del VII se.a.C.

Il Museo Civico di Trevignano

Dallo scorso maggio esposti anche due carri etruschi


Il Museo Civico di Trevignano si trova nel centro storico della cittadina affacciata sul lago di Bracciano, in piazza Vittorio Emanuele III, al pianterreno del Palazzo del Municipio. Nell’attuale sistemazione, moderna e molto curata dal punto di vista didattico, sono esposti circa 350 reperti archeologici etruschi provenienti dalla vasta necropoli che si estende per circa tre chilometri alle spalle dell'abitato, forse sul luogo della città etrusca di Sabate, di cui però finora non è stata trovata traccia. Tra i reperti, risalenti per lo più al VII-VI secolo a.C., vasellame d'impasto e di bucchero, borchie, fibule, calderoni, anforoni, ornamenti in oro e ambra. Particolare il manico di un candelabro di vetro colorato, esposto anche alla mostra degli Etruschi tenutasi nel 2000 a Palazzo Grassi di Venezia.

Uno dei pezzi più belli e importanti del Museo è il ventaglio (flabello) etrusco di bronzo lavorato a sbalzo, rinvenuto nel 1965 in una tomba in località Olivetello, tre chilometri a ovest di Trevignano, fortunatamente scampata al saccheggio dei clandestini. Il flabello risale al VII secolo a.C. ed ha forma trapezoidale. Misura 47 x 42 centimetri ed è decorato a sbalzo da numerosi puntini, borchiette e trattini concentrici. Doveva essere un simbolo di autorità e prestigio, come in alcune civiltà orientali. Nella tomba dovevano essere state deposte più di due persone. Le ceneri di una di queste erano conservate in un vaso italo-geometrico.

Dopo un lungo e complesso lavoro di restauro, dal maggio scorso il Museo di Trevignano accoglie altri significativi reperti della Tomba dei Flabelli, due carri etruschi, precisamente un "currus" (cocchio) e un calesse. Il cocchio veniva guidato in piedi ed erano gli uomini ad usarlo per andare in battaglia, a caccia, a parate o a corse. Il calesse si conduceva stando seduti e poteva essere adoperato anche da donne e per le cerimonie nuziali.

Tra il 1987 e il 1989, a est del paese, in località Rigostano, in occasione della costruzione di una palazzina, sono tornate alla luce alcune tombe a camera e a loculo, databili all’inizio del VII sec.a.C., caratterizzate da evidenti influssi culturali di Veio e dell’agro falisco: una di queste conteneva ancora intatto lo scheletro di un guerriero del VII secolo a.C., sepolto con il suo corredo, composto di scudo, spada, lancia, oggetti personali in bronzo, fibule, un cinturone e un bracciale. Anche questo interessante materiale fa parte del percorso espositivo, inserito in un’urna di vetro.

Molto belli sono due anforoni dipinti della fine del VII secolo a.C. Le decorazioni pittoriche seguono lo stile orientalizzante proprio del periodo: nel fregio principale si riconoscono il corteo di una coppia di sposi ed una biga con cavalli al passo guidata da un auriga. Vi sono inoltre raffigurati un grifo antropofago, una coppia di sfingi contrapposte e una pantera con un animale nelle fauci. Nei fregi secondari si vedono grandi fiori di loto e altre decorazioni.

La parte didattica del Museo si avvale di carte topografiche e di numerosi pannelli che illustrano il periodo preistorico e protostorico del bacino lacustre sabatino, l'ambiente e la storia degli etruschi. Il flabello stilizzato è stato scelto come logo del Museo.

Dopo una breve chiusura, il museo riapre martedì 21 settembre.

Può essere visitato – salvo cambiamenti d’orario - dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e il sabato e la domenica dalle 16.00 alle 20.00.

Per informazioni, si può telefonare al Comune, al numero 06.9991201.

L'ingresso è gratuito.

di Cinzia Dal Maso

© 2010 - Testo, foto, grafica e layout sono di esclusiva proprietà di www.specchioetrusco.it