E’ esposto a Roma, nel Museo della Centrale Montemartini

Il leoncino d’avorio del Foro Boario


Le più antiche testimonianze dei rapporti tra gli etruschi e Roma provengono dal Foro Boario, esattamente dall’area della chiesa di Sant’Omobono, dove sono tornati alla luce i resti del tempio più antico fino ad oggi scoperto a Roma, datato all’inizio del VI secolo a. C. Presso il suo podio, una stipe votiva ha restituito in grande quantità materiali databili alla prima metà del VI secolo a. C., tra cui numerose ceramiche d’importazione greca, vasi etrusco-corinzi, buccheri e una placchetta d’avorio a forma di leoncino con sul retro, piatto e liscio, l’iscrizione etrusca "araz silqetenas spurianas", che ricorda il nome di un aristocratico tirreno. Nonostante le piccole dimensioni (6,5 centimetri di lunghezza, 4 di altezza e 0,6 di spessore) l’oggetto, che oggi è esposto a Roma, al Museo della Centrale Montemartini, rivela una fattura pregevole e accurata.

di Cinzia Dal Maso

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